REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DELLA L.R. 2 FEBBRAIO 2010, N. 5 “NORME IN MATERIA DI VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE”
È stato pubblicato sul BURL n. 48, Supplemento
Ordinario, del 30 novembre 2011 il Regolamento Regionale n. 5, approvato dalla
Giunta regionale il 21 novembre 2011, recante “Attuazione della legge regionale
2 febbraio 2010, n.5 (Norme in materia di Valutazione di Impatto Ambientale)”,
in attuazione dell’art. 3, comma 1 della citata L.R.
5/2010 secondo cui “la Giunta regionale, sentita l’Agenzia Regionale per la
Protezione dell’Ambiente (ARPA), disciplina con regolamento le modalità di
attuazione e applicazione delle disposizioni in materia di VIA e di
assoggettabilità a VIA”.
Le nuove disposizioni abrogano tutta la normativa
previgente e disciplinano, in sintesi:
a) la costituzione della Commissione istruttoria
regionale per la valutazione di impatto ambientale, definendone composizione,
compiti e tempi delle relative attività.
Nello specifico i compiti affidati a tale
Commissione riguardano il supporto all’autorità competente regionale negli
ambiti: della procedura di assoggettabilità a VIA, della fase di consultazione
della VIA, della formulazione di pareri specialistici e delle procedure
sanzionatorie.
I pareri elaborati della Commissione non sono
vincolanti per l’autorità competente e devono essere resi entro e non oltre 30
giorni dalla formale richiesta da parte dell’autorità stessa.
b) determina il numero, la durata dell’incarico e
le modalità di avvalimento degli esperti: la giunta
regionale individua con propria deliberazione un numero massimo di 10 esperti
dotati di specifiche competenze progettuali-ambientali,
economiche e giuridiche, da coinvolgere nell’ambito delle valutazioni di
progetti dal contenuto tecnico particolarmente complesso;
c) il calcolo degli oneri istruttori: vengono
definite le modalità di calcolo del valore delle opere in progetto sulla base
delle quali determinare il contributo istruttorio dovuto dal proponente. In
base all’importo che ne viene definito varia la percentuale di oneri a seconda
che si tratti di procedura di VIA, verifica di assoggettabilità o fase
preliminare di consultazione. Le soglie di riferimento individuate sono
quattro: sino a 1 MEuro, tra 1 MEuro
e 10 MEuro, tra 10 MEuro e
50 M Euro, superiore a 50 MEuro.
d) le modalità di avvalimento
dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente (ARPA Lombardia) da parte
delle autorità competenti in materia di VIA e verifica di assoggettabilità a
VIA, per ciò che riguarda la valutazione del piano di monitoraggio ambientale,
l’espressione dei pareri, i controlli ambientali, ecc.
e) le modalità per l’espressione del parere della
Regione nell’ambito della procedura di VIA in sede statale riguardante i
progetti da realizzarsi sul territorio lombardo;
f) i procedimenti di carattere paesistico-ambientale
da coordinare con le procedure in materia di VIA, tra i quali: autorizzazione
paesaggistica, valutazione d’incidenza, pareri di competenza degli enti gestori
dei parchi.
g) le modalità di attuazione ed applicazione delle
disposizioni in materia di VIA e di assoggettabilità a VIA da parte delle
autorità competenti in materia di VIA, e in particolare:
1. specifica
le procedure per la VIA e per la verifica di assoggettabilità a VIA, per ciò
che riguarda, la competenza istruttoria, la documentazione necessaria per la
fase di consultazione, il coinvolgimento degli enti pubblici interessati dal
progetto, la comunicazione della decisione finale, la richiesta di
integrazioni, gli eventuali monitoraggi ambientale, ecc.
2. coordina
le procedure di valutazione e quelle di pianificazione territoriale: nel caso
di richiesta di verifica di assoggettabilità a VIA per progetti di opere la cui
realizzazione non risulta conforme agli strumenti di pianificazione urbanistica
comunale o ai piani dei parchi e delle riserve regionali, l’istanza di verifica
di assoggettabilità a VIA deve essere accompagnata da idonea documentazione
attestante l’avvenuto avvio, presso l’autorità competente, del procedimento
amministrativo per l’ottenimento della conformità del progetto alla
pianificazione urbanistica comunale o ai piani dei parchi e delle riserve regionali,
ove questo sia necessario per l’autorizzazione o approvazione del progetto. Nel
caso, invece, di richiesta di VIA, il proponente deve assolvere a tutti gli
adempimenti in campo urbanistico richiesti dalla procedura di autorizzazione o
di approvazione del progetto oggetto di valutazione.
3. individua
gli atti amministrativi regionali che non trovano più applicazione per effetto
dell’entrata in vigore del Regolamento;
4. stabilisce le modalità di svolgimento dei
controlli nelle procedure di VIA e di verifica di assoggettabilità a VIA. Nello
specifico, l’ufficio competente alle successive approvazioni o autorizzazioni
del progetto è responsabile del corretto recepimento delle prescrizioni ed è
tenuto a vigilare sul loro rispetto. Inoltre, eventuali verifiche, in caso di
inadempimenti da parte del proponente rispetto ai contenuti del provvedimento
di VIA, possono essere attuate a cura dell’autorità competente in materia di
VIA, anche in caso di segnalazioni di ARPA e ASL, nell’ambito delle attività di
controllo già previste dalle normative vigenti, nonchè
delle segnalazioni circostanziate di qualsiasi altro soggetto.
Le norme transitorie e finali definiscono, infine,
che tutti gli Enti locali destinatari del conferimento di competenze devono
adeguare gli atti di loro competenza entro 60 giorni dalla pubblicazione del
Regolamento. D’altra parte, la Giunta regionale, sentita l’ARPA, le Province,
l’UPL e l’ANCI Lombardia, entro un anno dall’emanazione del Regolamento deve
approvare con proprie deliberazioni, linee guida e criteri tecnici per la
redazione degli Studi di Impatto Ambientale, per l’istruttoria di Via e di
Verifica di assoggettabilità a VIA.